martedì, 20 ottobre 2009 |
Archiviato in
Citazioni
Raccolta dei link inseriti tra il 19 ottobre e il 20 ottobre:
- iDon’t care: Verizon Droid looks cool, but ads miss point – Ars Technica – However, while Verizon’s anti-Apple marketing push may be getting attention from the tech community, we think it runs the risk of falling largely on deaf ears.
- MoneyTree report: Venture capital still rebounding | VentureBeat – Yes, that’s pretty much the exact opposite of what Dow Jones VentureSource concluded last week — that a potential VC rebound had stalled. VentureSource includes debt financing while the MoneyTree report doesn’t, he said, so MoneyTree is a better indicator of “permanent investment.”
- CHICAGO BLOG » Io non voglio il posto fisso, ma Tremonti… – Nessuno può convincere nessuno, ovviamente, ci sarà sempre chi cercherà una maggiore stabilità, anche a costo di un reddito minore, e chi preferirà la mobilità e l’autonomia. In un’economia aperta e dinamica, ci sarebbe spazio per tutte le aspirazioni: chi volesse stabilità se la pagherebbe con un reddito mediamente più basso ed una maggiore dipendenza dal destino del suo datore di lavoro. Il problema sorge quando si ha un mercato del lavoro duale e rigido, come quello italiano. In un contesto del genere, la ricerca del posto fisso diventa una chimera e la mobilità da stimolante diventa frustrante, e nemmeno premiante dal punto di vista economico.
- Kit per l’analisi chimico-fisica dell’acqua domestica – (Coming soon …) Chissà che non ci convinca ulteriormente che dal rubinetto si puo’ bere.
- YouTube’s Bandwidth Bill Is Zero. – Welcome to the New Net.
Epicenter | Wired.com
domenica, 30 agosto 2009 |
Archiviato in
Citazioni
Raccolta dei link inseriti per il 30 agosto:
- What Is Really Happening to the Venture Capital Industry? « abovethecrowd.com – Cosa sta succedendo al settore del venture capital ? Sicuramente siamo nel bel mezzo di un processo di riduzione delle dimensioni, probabilmente il primo della storia di questo settore, ma questo non dev’essere necessariamente un fattore negativo e/o collegato alla contingenza economica. Gia’ quando scrivevo la mia tesi di laurea mi imbattei in un paper di ricerca che stabiliva una inequivocabile correlazione (inversa) tra la disponibilità di fondi e le percentuale di successo delle imprese sostenute dal VC. Insomma, più soldi circolano nei fondi di private equity e meno si fa attenzione alle aziende a cui vengono distribuiti. In quest’ottica non c’è che da rallegrarsi di questo fenomeno di riduzione, i migliori fondi resteranno sul mercato e non potranno che uscirne rafforzati sul lungo termine, con tutta la capacità di poter sostenere una nuova microsoft o ebay. Degli altri nessuno sentirà la mancanza.
[Post generato grazie al servizio di Social Bookmarking Delicious.com]
domenica, 30 agosto 2009 |
Archiviato in
Tech
Questo pare il futuro della tecnologia, almeno secondo un editoriale di Wired – storica rivista americana che dal ‘93 racconta i rapporti tra tecnologia e società – in cui si preconizza per l’elettronica di consumo un futuro in cui “buono abbastanza” è sufficiente.
In effetti guardando da un lato all’innovazione sempre più veloce nella tecnologia, che non permette di concentrarsi sul perfezionare i prodotti, e dall’altro lato all’enorme successo di prodotti come l’iPod di Apple, che sono diventati popolari rimuovendo funzioni e puntando su interfacce il più semplici possibili, verrebbe da dare credito a questa visione che permette di vedere il fenomeno almeno secondo due angoli: da un lato l’enorme successo dei prodotti “semplici” e ridotti all’osso, si veda il boom dei micro-portatili, rende certa tecnologia “per tutti”; dall’altro il fatto che ormai il consumatore è un perenne beta-tester per le aziende e compra un prodotto già sapendo che non funzionerà tutto bene e che entro un anno o due dovrà sostituirlo con un modello più recente.
Io credo che questa idea abbia dei meriti ma – da appassionato dell’overengineering quale sono – non mi rassegno a un futuro in cui il concetto di “qualità” viene ridefinito a favore di prodotti semplici, economici, ma buttati fuori in continuo testing.
Se proprio bisogna tornare alle radici del semplice e sufficientemente funzionale, magari da qui a un paio d’anni tornerà di moda anche il classico orologio casio che era “all the rage” negli anni 80, e che oggi ci sembra tanto brutto (tutt’ora in vendita tra l’altro, 25€): segnatevi la mia previsione ;-)
venerdì, 21 agosto 2009 |
Archiviato in
Analisi Superficiali
Ero al centro commerciale e noto all’ingresso, in galleria, un cartellone con scritto “Appartamenti nuovi all’uscita xxx di $grande_strada_sopraelevata, a partire da 95.000 euro. MUTUO A TUTTI SENZA BUSTA PAGA”.
Tralasciando le considerazioni sull’opportunità urbanistica di scatoloni di cemento a un’uscita di un’asse di comunicazione, nel mezzo del nulla, senza nessun servizio o scuola nelle vicinanze, a prezzi bassissimi e quindi con buona possibilità che in tal posto si concentrino famiglie tutte della stessa tipologia con rischi dal punto di vista sociale e del degrado, mi ha fatto impressione quel “mutuo a tutti senza busta paga”, come faranno tecnicamente ? Probabilmente è un mutuo richiesto dal costruttore stesso che viene poi frazionato in quote e “ceduto” ai condomini ?
Fatto sta che come al solito arriva anche da noi il peggio, con anni di ritardo e nonostante tutto.
venerdì, 14 agosto 2009 |
Archiviato in
Deduzioni Casuali
Calcolando il montepremi medio di ogni concorso del superenalotto e considerando che vi sono 3 estrazioni alla settimana: considerando a quanto ammonta l’importo delle dichiarazioni dei redditi dei cittadini italiani nel 2008 (leggevo oggi su un quotidiano il dato, non include i redditi delle aziende), la popolazione italiana investe quasi lo 0,24% del proprio reddito lordo nel solo concorso del superenalotto.
Considerando il reddito disponibile al netto di tasse e contributi previdenziali, e tenendo conto che i miliardari se tentano la fortuna non lo fanno per cifre linearmente proporzionali al proprio reddito rispetto ai poveracci, si potrebbe azzardare (bieca congettura) che l’italiano medio spende tranquillamente l’1% del suo reddito disponibile “dichiarato” nei giochi a totalizzatore.
Non male …
mercoledì, 12 agosto 2009 |
Archiviato in
Blog
Ogni volta che debbo mettermi in viaggio leggere le opinioni dell’italiano medio nei commenti degli hotel stranieri sui siti di prenotazioni è una delle cose più deprimenti e divertenti allo stesso tempo.
Quando sono fuori dai confini sono sempre dibattuto tra il fingermi semplicemente di un altro posto (con Grecia e Portogallo ho avuto ottimi risultati) o mostrare il puntiglio tipico di una persona orgogliosa comportandomi come lo svizzero che in effetti intimamente sono, tanto per dimostrare che non esportiamo solo deficienti e qualche vecchietto libidinoso in veste di alta carica dello stato.
La prima opzione resta comunque la più rilassante, va detto.
mercoledì, 12 agosto 2009 |
Archiviato in
Citazioni
Raccolta dei link inseriti per il 12 agosto:
[Post generato grazie al servizio di Social Bookmarking Delicious.com]