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	<title>Yawn &#187; Deduzioni Casuali</title>
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	<description>Failure to plan is planning to fail.</description>
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		<title>Facendo due conti</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 15:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deduzioni Casuali]]></category>

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		<description><![CDATA[Calcolando il montepremi medio di ogni concorso del superenalotto e considerando che vi sono 3 estrazioni alla settimana: considerando a quanto ammonta l&#8217;importo delle dichiarazioni dei redditi dei cittadini italiani nel 2008 (leggevo oggi su un quotidiano il dato, non include i redditi delle aziende), la popolazione italiana investe quasi lo 0,24% del proprio reddito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Calcolando il montepremi medio di ogni concorso del superenalotto e considerando che vi sono 3 estrazioni alla settimana: considerando a quanto ammonta l&#8217;importo delle dichiarazioni dei redditi dei cittadini italiani nel 2008 (leggevo oggi su un quotidiano il dato, non include i redditi delle aziende), la popolazione italiana investe  quasi lo 0,24% del proprio reddito lordo nel solo concorso del superenalotto.</p>
<p>Considerando il reddito disponibile al netto di tasse e contributi previdenziali, e tenendo conto che i miliardari se tentano la fortuna non lo fanno per cifre linearmente proporzionali al proprio reddito rispetto ai poveracci, si potrebbe azzardare (bieca <em>congettura</em>) che l&#8217;italiano medio spende tranquillamente l&#8217;1% del suo reddito disponibile &#8220;dichiarato&#8221; nei giochi a totalizzatore.</p>
<p>Non male &#8230;</p>
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		<title>Fu vera gloria ?</title>
		<link>http://www.yawn.it/2009/04/19/fu-vera-gloria/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 16:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deduzioni Casuali]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ai posteri l&#8217;ardua sentenza, tanto per essere Manzoniani. E&#8217; finita la crisi ? Ci sono già segnali di ripresa ? In questo mese il mercato azionario è abbastanza strano, nelle ultime settimane continuiamo ad assistere ad un ottimismo e guadagni in borsa che sono difficili da spiegare con i fondamentali e sembrano più derivanti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ai posteri l&#8217;ardua sentenza, tanto per essere Manzoniani.</em></p>
<p>E&#8217; finita la crisi ? Ci sono già segnali di ripresa ?</p>
<p>In questo mese il mercato azionario è abbastanza strano, nelle ultime settimane continuiamo ad assistere ad un ottimismo e guadagni in borsa che sono difficili da spiegare con i fondamentali e sembrano più derivanti da una strana euforia psicologica, che però nulla dice sulle reali possibilità di ripresa dell&#8217;economia nei prossimi mesi. In effetti storicamente durante le principali recessioni si sono avuti recuperi sui mercati anche superiori al 50% prima del tracollo definitivo, e non è detto che la recessione attuale possa sottrarsi a questa consuetudine.</p>
<p>Parte della responsabilità di questa euforia forse sta nelle ultime regole volute dal sistema bancario e dal congresso americano per frenare il panico sui mercati, in particolare la nuova edizione del principio contabile americano FAS 157-e permette alle banche di valutare i propri asset secondo criteri discrezionali (in Europa questo per ora <a href="http://www.ft.com/cms/s/0/cc428a96-1fe4-11de-a1df-00144feabdc0.html?nclick_check=1">pare non avvenire</a>): questo, come più commentatori han fatto notare, non solo rischia di falsare gli utili (in effetti Wells Fargo e altre importanti banche americane hanno registrato inaspettati utili record per il trimestre) ma rappresenta anche un modo per socializzare le perdite in maniera inaudita, visto che il governo americano può trovarsi &#8211; come parte del piano di bailout &#8211; ad acquistare dei titoli prezzati in maniera troppo ottimistica accollandosi gran parte delle perdite. Gli esperti pero&#8217;<a href="http://zerohedge.blogspot.com/2009/04/why-despite-fasbs-efforts-to-opposite.html"> fanno notare</a> che nonostante la FASB la situazione delle banche è ancora molto delicata e le sofferenze continuano a crescere a ritmo maggiore rispetto agli utili (-3% vs +2,5%).</p>
<p>Insomma, a me sembra che il momento di tirare il fiato non sia ancora giunto, nonostante qualcuno si stia già affrettando a suonare la carica: spero di sbagliarmi.</p>
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		<title>Parco della Vittoria lo prendo io.</title>
		<link>http://www.yawn.it/2008/12/27/parco-della-vittoria-lo-prendo-io/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 16:55:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deduzioni Casuali]]></category>

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		<description><![CDATA[I dati sulle vendite oltre a rappresentare un importante segnale macroeconomico, sono un tema di dibattito politico negli ultimi tempi; se già una singola statistica ufficiale è suscettibile di diverse interpretazioni figuriamoci quanto possono essere significativi dei semplici sondaggi a campione su consumatori e negozianti: così è divertente notare come diversi gruppi di pressione sfruttino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I dati sulle vendite oltre a rappresentare un importante segnale macroeconomico, sono un tema di dibattito politico negli ultimi tempi; se già una singola statistica ufficiale è suscettibile di diverse interpretazioni figuriamoci quanto possono essere significativi dei semplici sondaggi a campione su consumatori e negozianti: così è divertente notare come diversi gruppi di pressione sfruttino queste ambiguità per affermare tutto e poi il contrario.<br />
Se per i TG del presidente si è verificato un vero e proprio boom dei consumi natalizi all&#8217;insegna dell&#8217;ottimismo, alcune associazioni dei consumatori (riprese in prima pagina dal tabloid <em>La Repubblica</em> stamattina) hanno sbandierato un calo degli acquisti natalizi del 20%, e un ulteriore previsto -30% durante i prossimi saldi : un dato francamente fin troppo pessimistico pur nella sua difficile verifica.</p>
<p>E&#8217; superfluo osservare come ciascuna lobby abbia un incentivo ad accreditare il suo ordine del giorno presso l&#8217;opinione pubblica: per mettere comunque un eventuale &#8220;-20&#8243; in prospettiva teniamo conto che negli Stati Uniti, che rappresentano un paese molto più dinamico (ed esposto alla crisi) del nostro, con un sistema di ammortizzatori sociali e di welfare radicalmente diverso, probabilmente il dato sui consumi si attesterà a fine anno intorno a -3% (<strong>tre</strong>, che rappresenta comunque una contrazione importante della spesa).</p>
<p>Ora un po&#8217; di sociologia spicciola: questo doveva essere il natale della crisi, la parola <em>Crisi</em> è stata ripetuta così tante volte da suonare come un mantra privo di significato: interviste del tiggì agli omini che escono dai negozi &#8220;<em>Signore quanto ha speso?</em>&#8221; &#8211; &#8220;600 euro&#8221; &#8211; &#8220;<em>Ah, per lei non c&#8217;è crisi, quindi!</em>&#8221; &#8211; <span style="text-decoration: line-through;">&#8220;Beh, dipende, che ne sa quanto avevo speso l&#8217;anno scorso?&#8221;</span>; negozi effettivamente meno pieni del solito per buona parte del mese di Dicembre, si parla di crollo.</p>
<p>Arriviamo dunque all&#8217;ultima domenica prima del natale e per magia tutti i negozi sono stracolmi, la Rinascente di Milano incassa più di due milioni di euro in un giorno solo e vede code alle casse per tutta la giornata <em>(fonte TG5)</em>, la vigilia di Natale esco a piedi per fare un giro (in auto è impossibile) e vedo code ovunque, servizievoli commessi offrono il caffè alle sciure in coda fuori da LV per poter ottenere l&#8217;agognata borsetta da 4000 euro, in tutti i megastore di elettronica è difficile entrare e impossibile uscire a causa della ressa: giro tre bancomat e in nessuno è disponibile il prelievo di contanti (presi d&#8217;assalto?).</p>
<p>A questo punto la domanda sorge spontanea: si sono svegliati tutti all&#8217;improvviso dal torpore atarassico ricordando che è natale e bisogna <em>spendere-spendere-spendere</em> o semplicemente erano tutti in attesa delle tredicesime ?</p>
<p>Penso che la spiegazione più ragionevole stia nel meccanismo della famosa spirale deflazionistica che si va paventando da qualche mese: in uno scenario di prezzi in caduta si rimandano le spese non necessarie all&#8217;ultimo momento possibile nel sentimento che &#8211; se anche gli altri faranno così &#8211; i prezzi andranno inevitabilmente a scendere. Se davvero così fosse, in mancanza della &#8220;scadenza&#8221; natalizia le cose già dall&#8217;inizio del 2009 potrebbero mettersi parecchio male.</p>
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		<title>Marchiateli a fuoco con il fornetto per la pizza</title>
		<link>http://www.yawn.it/2008/10/25/marchiateli-a-fuoco-con-il-fornetto-per-la-pizza/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 10:54:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deduzioni Casuali]]></category>
		<category><![CDATA[Shopping]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio tabloid preferito (si fa per dire, è l&#8217;unico che leggo) pubblica in mezzo al solito raccontino su contrazione dei consumi discrezionali, aumenti del divario tra molto ricchi e molto poveri, paura galoppante nel ceto medio, ecc. due brevi interviste ad esperti nella grande distribuzione dell&#8217;elettronica di consumo, entrambe degne di nota per due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio tabloid preferito (<em>si fa per dire, è l&#8217;unico che leggo</em>) <a href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/crisi-consumi/vita-senza-optional/vita-senza-optional.html">pubblica</a> in mezzo al solito raccontino su contrazione dei consumi discrezionali, aumenti del divario tra molto ricchi e molto poveri, paura galoppante nel ceto medio, ecc. due brevi interviste ad esperti nella grande distribuzione dell&#8217;elettronica di consumo, entrambe degne di nota per due motivi diversi.</p>
<p>Nell&#8217;articolo di Repubblica infatti il direttore generale della catena Trony fa un punto molto importante sull&#8217;analisi di volumi di vendite e fatturato del suo settore, spiegando come in effetti in un mercato in perenne deflazione come quell&#8217;elettronica di consumo anche solo per mantenere costante il fatturato bisogna aumentare in continuazione i volumi di vendita, e questa è una chiave importante di lettura da tenere a mente quando si analizzano queste realtà, le scelte che fanno, ecc.</p>
<p>L&#8217;altro esperto interpellato, l&#8217;amministratore delegato del gruppo Mediaworld in Italia, più che in questioni tecniche si lancia nell&#8217;analisi comportamentale del consumatore, che ne esce come una specie di capo di bestiame che rimane volentieri nel recinto dei megastore anche se ha minori possibilità economiche e, pur di soddisfare il suo &#8220;istinto&#8221; primordiale &#8220;a comprare&#8221; preferisce comprare cose più economiche che magari gli permettano di trascorrere il tempo libero a casa al posto di uscire, come ad esempio film in dvd, fornetti con piastra in pietra per cuocere la pizza in casa, ecc.</p>
<p>Al di là dei toni un po&#8217; sui generis ci sono diversi spunti interessanti per chi come me &#8211; pur non essendosi concentrato particolarmente su queste materie durante gli studi -  è sempre affascinato dai temi micro-economici, dal comportamento di consumatore e aziende, ecc.</p>
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		<title>E non finisce qui</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 19:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deduzioni Casuali]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano chiude a -5.7%, Wall Street in altalena: titolano i giornali. Insomma, si galleggia. Non c&#8217;era bisogno di grandi capacità analitiche (di cui infatti non sono provvisto) per capire che la temporanea ripresa delle borse sarebbe durata poco, i problemi strutturali dell&#8217;economia restano e a livello finanziario le cose vanno più che peggio se anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano chiude a -5.7%, Wall Street in altalena: titolano i giornali. Insomma, si galleggia.</p>
<p>Non c&#8217;era bisogno di grandi capacità analitiche (di cui infatti non sono provvisto) per capire che la temporanea ripresa delle borse sarebbe durata poco, i problemi strutturali dell&#8217;economia restano e a livello finanziario le cose vanno più che peggio se anche il Fondo Monetario Internazionale ha avuto a dire che potremmo essere sull&#8217;orlo di un collasso sistemico.<br />
La questione principale, come risaputo, consiste nell&#8217;eccessiva leva finanziaria sviluppata in questi anni, e riportarla a valori più ragionevoli non è di quelle operazioni veloci: la possibile stretta creditizia che questo processo comporterà potrebbe avere serie conseguenze su investimenti a lungo termine e inflazione. Non basterà certo qualche sporadico intervento del governo per liberare i grandi istituti finanziari da parte dei cosiddetti toxic assets, e in quest&#8217;ottica mi sembra che piuttosto siano molto più importanti gli interventi volti a garantire la liquidità interbancaria.<br />
Leggevo su un autorevole blog che secondo uno studio di JPMorgan per ridurre la leva finanziaria delle prime 29 banche europee a valori appena accettabili (ratio attivi/patrimonio netto pari a 4,5) servirebbe che si liberassero di altri 5800 miliardi di euro di attività, il che la dice lunga.</p>
<p>Insomma, io non ho certo le competenze per stare a discettare di politica economica, ma probabilmente ne ho a sufficienza per dedurre che ormai la fiducia dei mercati (e delle persone) nei continui proclami politici di questa o quella parte è pressochè nulla: viste le premesse non sarà così facile raddrizzare tutto per un bel po&#8217; di tempo, non mi pare una di quelle cose che si risolvono in un mese con un paio di decreti.</p>
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