Fuga da Big-G

giovedì, 30 aprile 2009  |  di Gianluca  |  Archiviato in Economia, Internet, Media

Il titolo drammatizza – enfaticamente – ma non posso fare a meno di notare, tenendomi informato su tutti gli ultimi avvenimenti della Silicon Valley, come a Google negli ultimi mesi stiano assistendo a un vero e proprio esodo di importanti figure direttive nei settori commerciale e marketing, verso altri lidi. 

Forse è colpa di quella che l’Harvard Business Review l’anno scorso ha definito in un suo articolo una vera e propria “tecnocrazia” che regna a Mountain View e mette un po’ al margine le competenze non strettamente ingegneristiche in azienda, magari è un semplice e salutare ricambio, forse si tratta semplicemente di ragioni di opportunità economica da parte di questi manager derivanti dalle ridotte possibilità di ulteriore crescita di carriera e del valore delle stock options su un titolo che ormai si è avviato verso una certa stabilità: fatto sta che anche Rosenblatt, l’ex CEO di Doubleclick azienda acquisita un anno fa da Google, si è dimesso [fonte] per concentrarsi su altre non meglio identificate attività.

Prima di lui, solo in questo mese, altri 4 importanti manager di Google tra cui il responsabile del business pubblicitario, il manager per asia e america latina, la responsabile delle partnership, avevano preso la stessa decisione lasciando il colosso internet [riferimenti].

Google non ha niente di cui preoccuparsi nell’immediato, visto che continua a macinare eccellenti risultati economici anche durante questa recessione, ma molti commentatori pensano che l’azienda – per continuare a crescere – debba imparare a relazionarsi anche con i grandi editori, verso i quali probabilmente l’approccio che si è dimostrato vincente nei rapporti con centinaia di migliaia di piccoli publisher non funziona: l’acquisizione di Doubleclick, che pure gestisce i 200 top-publisher del mercato statunitense, potrebbe non essere sufficiente da questo punto di vista.

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