Gli App Store decollano?
domenica, 19 aprile 2009 | di Gianluca | Archiviato in Analisi Superficiali, Internet, Tech
Il mercato del software per la telefonia mobile è uno dei settori a più elevato tasso di crescita e gran parte del merito sta nella capacità di Apple di far leva su un sistema già funzionante, come quello che l’azienda di Cupertino aveva in piedi per vendere la musica, per rendere semplice il processo di acquisto delle applicazioni da installare sui telefonini. Questo è sicuramente uno dei vantaggi competitivi dell’iPhone, il best-seller di Apple, ed è un fattore che sopratutto negli Stati Uniti si sta dimostrando capace di cambiare le regole del gioco perchè la facilità nel vendere le applicazioni per la piattaforma invoglia tanti programmatori a scriverne: è lo stesso tipo di vantaggio “di rete” che ha permesso ai sistemi operativi Microsoft di imporsi sul mercato più di venti anni or sono e non va dunque sottovalutato.
Ovviamente la concorrenza non sta a guardare, e Google, Nokia e RIM (blackberry) hanno lanciato i propri app-store centralizzati: Palm arriverà a breve sullo stesso mercato con il lancio del suo Pre. Questi sforzi pero’ sin’ora non hanno garantito un grande successo, lo store del Google-Fonino langue in termini di numeri e qualità: Nokia e RIM, piattaforme per cui pure si sviluppano applicazioni da diversi anni, non riescono a catalizzare sviluppatori tanto quanto Apple.
In questi giorni sto seguendo con interesse una sorta di polemica a distanza (attraverso i rispettivi blog e siti internet) che si è andata a sviluppare tra gli addetti ai lavori sul perchè gran parte degli sviluppatori statunitensi siano così legati ad Apple e vadano sostanzialmente a “snobbare” ad esempio le iniziative di Nokia e la risposta pare semplice: per quanto Nokia si sforzi di dimostrare che c’è domanda per applicazioni sui telefonini anche fuori dall’iphone (cfr. questa intervista) è evidente che gli sviluppatori che sono in passato stati scottati dal modello di distribuzione scadente degli altri produttori dopo aver provato la facilità con cui è possibile avere successo creando applicazioni per l’iPhone siano molto restii a voler tornare indietro.
Al di là del merito della questione è evidente che, in un mercato in cui i telefonini diventano tutti sempre più intelligenti e il vantaggio si va a giocare sul “valore aggiunto” delle piattaforme, Nokia, RIM e Palm continueranno a perdere terreno se non trovano in fretta una maniera per attrarre sviluppatori e costruire un mercato maggiore per le proprie applicazioni. Il successo delle proprie soluzioni si giocherà su due fattori principali: 1) facilità di sviluppo [è importante che chiunque possa in fretta creare facilmente applicazioni per le loro piattaforme] 2) facilità dell’esperienza di acquisto.