Tlc: verso la “dumb pipe” ?

martedì, 24 marzo 2009  |  di Gianluca  |  Archiviato in Analisi Superficiali, Economia

In Regno Unito, Irlanda, Spagna e Germania i due giganti della telefonia mobile Vodafone e Telefonica uniranno la propria infrastruttura mobile per conseguire una importante riduzione di costi (fonte bbc). Insomma la stessa rete, unificata, per i clienti delle due aziende. La mossa è ovviamente interessante dal punto di vista della politica industriale perchè in sostanza si riescono a coprire con meno strutture le zone marginali – risparmiando costi – e si ottiene un raddoppio delle risorse di picco complessive a disposizione nelle zone a più intenso traffico – risparmiando sugli investimenti nell’ampliamento di capacità.

Secondo le dichiarazioni dei due importanti gruppi internazionali la crisi economica è stata fondamentale nel contribuire a questa decisione, ovviamente le aziende continueranno a competere su tariffe, servizi, marchio, terminali, assistenza ai clienti e tutto ciò che rende così diverso e dinamico il mercato della telefonia mobile.

E quindi, a noi ?

Ecco, la mia opinione è che – come è stato per la telefonia fissa - l’infrastruttura, almeno in Europa*, stia diventando sempre meno importante anche per i cellulari. Se la maggioranza dei clienti non sceglie più l’operatore per la qualità della copertura, ovviamente non conviene più investirci tanto e questo tipo di operazioni potrebbero divenire comuni nel futuro. Se n’è parlato per lungo tempo anche in italia per Wind e Tre, anche se le aziende hanno sempre smentito le indiscrezioni. Questa strategia pero’ rappresenta anche un grande rischio, nel momento in cui l’infrastruttura viene “banalizzata” e diventa solo un tubo attraverso cui veicolare dati, bisogna stare attenti alla concorrenza degli operatori virtuali e ai nuovi servizi attraverso internet: magari un giorno gli operatori saranno costretti a vendere solo servizi a basso valore aggiunto come la trasmissione dati con i consumatori liberi di scegliere tra decine di servizi internet, fornitori di telefonate voip, ecc: uno scenario che rappresenta la loro principale paura.

*Negli Stati Uniti, un territorio immenso e con una copertura cellulare a macchia di leopardo, è molto diverso: ancora gran parte del loro marketing oggi si basa sulla qualità dell’infrastruttura, il claim di Verizon ad esempio è “fewest dropped calls“, cioè si vantano di avere la minor percentuale di chiamate interrotte. Un problema che noi in Italia probabilmente non ci andiamo a porre dal 1998

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