I trend tecnologici del 2009
giovedì, 1 gennaio 2009 | di Gianluca | Archiviato in Economia, Internet, Tech
I miei migliori Auguri di Buon Anno.
Ogni anno tutti si esercitano a fare previsioni su quello che sarà, spesso sbagliando: è inevitabile tanto quanto stilare un meglio/peggio dell’anno passato e può anche essere divertente.
Da appassionato di tecnologia provo a pensare al 2009 ipotizzando quello che potrebbe essere, o forse ciò che mi piacerebbe fosse.
L’anno scorso di questi tempi prevedevo come trend principale quello del cloud computing: la potenza di calcolo allo stesso tempo elastica, centralizzata, e disponibile in ogni computer connesso nel mondo.
In effetti un mercato che era solo di Amazon tra gli sviluppatori indipendenti e di IBM nel mondo delle grandi aziende, ha visto l’ingresso recente di tanta concorrenza: numerosi servizi innovativi nati lo scorso anno hanno visto la luce proprio grazie a questo tipo di tecnologia.
Certo la recessione ha rallentato lo sviluppo di settori così capital-intensive come i datacenter, ma sono tutt’ora convinto che entro la fine di quest’anno si andrà a completare una transizione sempre più massiccia verso il computing elastico.
A dimostrazione di ciò il lancio di una “versione internet” di Microsoft Office, di diversi programmi di fotoritocco e montaggio video interamente funzionanti all’interno del browser da parte di Adobe, senza contare le voci che vogliono anche Apple lanciare presto la propria suite iWork in versione “web”.
Le mie previsioni per quest’anno sono dunque strettamente collegate a questa convinzione, lo sviluppo del cloud computing farà sentire il bisogno di accedere a tutte questa mole di informazioni anche in mobilità: ritengo fondate le previsioni secondo cui quest’anno vedrà il vero e definitivo boom di smartphones, tablet e mini computer portatili.
In particolare dopo i primi rozzi tentativi di approccio al concetto del mini-portatile che hanno visto Asus EEE e Acer come precursori, lo sviluppo secondo me si indirizzerà verso piattaforme ancora più miniaturizzate e con un consumo energetico inferiore.
Già iniziano a girare ad esempio voci di una sorta di grande ipod touch 8 o 9 pollici da Apple a fine 2009, così come ferve l’interesse per la piattaforma ARM che a differenza di quella x86 utilizzata sui netbook correnti consente un risparmio energetico (che si traduce in durata delle batterie) simile a quello dei telefoni cellulari, contro le 3-6 ore di autonomia delle cpu Atom attualmente in commercio.
Ovviamente questo spingerà ancora di più le connessioni internet senza filo (umts, wimax e quant’altro), che negli ultimi due anni sono state protagoniste di una vera e propria esplosione e il cui progressivo aumento di prestazioni rischia di far concorrenza alle reti fisse.
Infine, si fa tanto parlare dei progressi dei paesi asiatici nel campo della ricerca, non solo applicata ma anche pura: l’India va sulla Luna e ospita i più grandi centri di ricerca software; in Cina stanno tentando di sviluppare in casa una cpu e uno standard umts per la telefonia: il numero di ingegneri che formano ogni anno è cinque volte superiore a quello statunitense.
La Silicon Valley continuerà a guidare l’innovazione tecnologica per tutto il 2009 a causa della disponibilità di capitali privati e al peculiare modello di leadership che favorisce l’innovazione tipico di quell’ambiente, ma di qui a cinque anni lo scenario potrebbe essere radicalmente diverso.
Per quanto riguarda il quadro macroeconomico ormai tutto è già stato detto, si prevede un 2009 in recessione, i dubbi sono solo sulla durata e sull’intensità di quest’ultima, sulla durata di una eventuale fase di deflazione e sulla possibile, conseguente, fiammata inflazionistica che seguirebbe a causa delle pesanti misure che tutte le istituzioni statali nel mondo stanno mettendo in campo per sostenere l’economia.
In quest’ottica l’unica speranza è che tutto ciò almeno serva da lezione e che si intraprendano delle riforme radicali per cambiare i mercati finanziari in modo che sia valorizzata molto di più l’ottica di lungo periodo, che favorisce investimenti sani e ricerca.