Ora e subito

martedì, 23 settembre 2008  |  di Gianluca  |  Archiviato in Economia, Internet

Qualche tempo fa avevo speso un po’ di tempo a parlare dell’importanza dell’infrastruttura nelle venture ad alta tecnologia: spesso una buona idea – a qualsiasi livello dimensionale – non è niente se non è sviluppata nella maniera giusta, e nel settore – sopratutto in Italia – ci sono un sacco di manager poco competenti che ricordano un po’ il boss dai capelli a punta del fumetto Dilbert, e che alternativamente investono troppo poco fregandosene dell’IT, oppure si affidano ai soliti venditori di aria fritta che gli rifilano roba del tutto inutile a cifre esorbitanti (virtualizzazione dove non serve, sovradimensionamento dove proprio non servirebbe e viceversa, ecc). Senza parlare dei progetti piccoli, ad esempio piccoli siti di ecommerce o nano-publisher, che si giocano la loro sopravvivenza dimenticando completamente di curare la scalabilità e la risposta dei propri servizi.

Ora ritorno per un attimo sull’argomento perchè mi sono capitati sottomano alcuni studi, alcuni recenti altri un po’ vecchiotti, che quantificano in numero ad esempio l’importanza di avere una buona infrastruttura quando si fanno affari su internet. Ad esempio leggevo che secondo Amazon nel 2006 per ogni 100 millisecondi di aumento della latenza del sito internet veniva perso l’1% delle vendite: nel settore dei servizi, quali ad esempio la ricerca, i numeri sono ancora più impressionanti, nei periodi in cui il server di Google rispondeva con mezzo secondo di ritardo, si è verificato un decremento delle ricerche effettuate del VENTI per cento.

Oramai evidentemente l’istantaneità e il buon funzionamento dei progetti internet vengono dati per scontato dal consumatore, ma non credevo che l’utilizzo d’impulso coprisse percentuali così elevate del totale.

Ad esempio questi giorni il sistema che serve alcuni annunci di un circuito pubblicitario gestito dal colosso californiano Yahoo sta avendo dei problemi tecnici che possono portare a latenze comunque non superiori ai 1200ms (il millisecondo è l’unità standard in questo genere di misurazioni, ma se ci pensiamo si tratta di 1,2secondi, un attimo), e questo secondo alcuni analisti sta generando un problema importante in termini di rendimenti.

Visto che da qualche anno mi interesso della relazione tra infrastruttura e processo di creazione del valore nelle industrie tecnologiche, mi sono sembrati dati significativi da riportare perchè è la prima volta che vedo fare delle quantificazioni puntuali. Credo si tratti di un tema in realtà interessante, anche se sottovalutato per un paio di ragioni principali: la prima è che quando si parla di “infrastruttura” si pensa sempre ai temi dell’industria “tradizionale” (trasporti, logistica) o al più all’estrazione delle risorse naturali, ma non si pensa all’intensità di capitale e agli investimenti necessari per quella tecnologica (datacenters, telecomunicazioni, ecc); la seconda concerne l’alone di diffidenza da cui viene circondato il tema della valutazione delle imprese ad alta tecnologia, un po’ dai tempi della bolla. Non si tratta di una diffidenza ingiustificata se pensiamo ai numeri che ogni tanto vengono fuori come valore economico di siti internet quali facebook e simili: che sembrano del tutto lontani dall’economia reale, d’altro canto resta un tema interessante considerando quanto sono grandi i passi con cui ci avviciniamo al dominio di questo tipo di industria

Comments are closed.