Apple al 10% non è più minoranza

giovedì, 18 settembre 2008  |  di Gianluca  |  Archiviato in Economia, Tech

Guardando i recenti dati sulle quote di mercato nell’informatica “consumer” l’unico vincitore ad emergere sembra Apple.

L’azienda di Cupertino continua a crescere a doppia cifra e ha visto registrare nel periodo Q2-2007/Q2-2008 un incremento nella quota di mercato dei computer portatili superiore al 60% negli stati Uniti.

In particolare questo trimestre vede la quota di mercato di Apple superare il 10% sul totale a spese di concorrenti di media levatura come Toshiba e Acer, mentre Dell e HP continuano a garantirsi percentuali vicine al 22% senza però mostrare una crescita significativa rispetto all’anno precedente.

Considerando che i computer portatili oggi giorno rappresentano più dell’80% delle vendite nell’informatica “di consumo”, è lecito trarre alcune conclusioni. Da cosa può derivare tutto questo successo ? Con certi tassi di crescita consistenti e costanti è difficile chiamare in causa fenomeni passeggeri di “moda” o semplici preferenze estetiche del pubblico, ma ha più senso fare altre ipotesi.

Anzitutto il personal computer è diventato un prodotto maturo, un elettrodomestico qualunque, e in un mercato in cui le persone iniziano a voler acquistare una “soluzione” a un problema, più che un gingillo con questo o quello specifico chip, il lineup dei prodotti Apple mostra i suoi innegabili vantaggi:

  • Si tratta di una manciata di prodotti ben distinguibili: solo due computer portatili, due desktop per la casa e due computer professionali. In un mercato dove ognuno dei concorrenti tiene in vita almeno dieci diverse linee di prodotto (difficilmente distinguibili tra loro) ciascuna con decine di diverse varianti distinguibili solo per piccole differenze, evidentemente la strategia di Apple sta pagando.
  • I prezzi – cari – sono fissi e stabiliti alla fonte, il che elimina quasi del tutto il fattore punto vendita e le indecisioni alla ricerca del possibile affare, semplificando estremamente il processo d’acquisto.
  • Il ciclo di obsolescenza delle macchine è molto rallentato: che significa che il valore percepito dal cliente si mantiene alto più a lungo, a differenza di altri produttori che sfornano cinque nuovi anonimi modelli ogni tre mesi facendo subito sembrare vecchio e inutile il prodotto appena acquistato.
  • Il flop dell’ultimo sistema operativo di casa Microsoft ha infine sicuramente indirizzato verso Apple il pubblico in cerca di alternative.
  • L’ecosistema della tecnologia hardware Apple è chiuso, che significa che l’azienda di Cupertino deve progettare il sistema operativo per funzionare con un numero minore di componenti a tutto vantaggio della stabilità e della cura dei particolari.

Tutta questa serie di fattori permettono all’azienda di caricare sui prodotti un premium price che supera agevolmente il 30% rispetto ad hardware comparabile di altri marchi. Questo elevato margine evidentemente fa si che l’azienda possa continuare a investire nel suo software e nella cura dei piccoli dettagli che riescono a creare valore nel lungo termine.

In quest’ottica superare il 10% è estremamente importante per Apple perchè significa non essere considerati più una minoranza dai produttori di software e hardware di terze parti (stampanti, scanner, software gestionali, applicazioni internet, ecc) con tutti i vantaggi che ne conseguono.

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