Commedia dell’arte a Pechino
martedì, 19 agosto 2008 | di Gianluca | Archiviato in Mondo | 2 interventi
Leggevo (qui) che a Pechino si sono fatti prendere la mano con la febbre della sponsorizzazione e c’è un intero team di solerti impiegati che girano per il villaggio olimpico a coprire qualsiasi marchio che non sia presente nella lista degli sponsor ufficiali con del nastro adesivo.
Non ci sarebbe nulla di nuovo nel voler coprire alla vista del pubblico i marchi di aziende che non pagano una sponsorizzazione, se solo non fosse che qui non si tratta di un set televisivo o della singola sala di una conferenza stampa, ma dell’intero villaggio olimpico, stadi, ecc.
Voglio dire: nastro adesivo finanche sul logo dell’azienda che ha realizzato gli ascensori presente sulla pulsantiera dove scegliere a quale piano andare.
Compito del team è ovviamente anche controllare che le striscioline di nastro adesivo non vengano rimosse, e nel caso ripristinarle: mi immagino tutto in fast-forward come fosse una scenetta di BennyHill con qualcuno che preso dalla curiosità scopre una strisciolina di nastro adesivo e i solerti addetti al nastro adesivo che di nuovo la ricoprono, e così via …
Questa cosa comunque mi fa riflettere sul fatto che molte persone pagano esse stesse per portare un logo a spasso, e qualche tamarro addirittura se lo fa disegnare col rasoio nei capelli senza vergogna alcuna. Dovremmo anche noi iniziare a coprire i loghi di chi non ci ha pagato per mostrarli ? :-)
agosto 20th, 2008 at 16:51 (#)
Ormai il celeberrimo motto “E’ tutta una questione di marketing” si può tranquillamente adattare alla vita di tutti i giorni, figurarsi se a Pechino si lasciavano sfuggire la possibilità di portare anche quello all’esasperazione…
agosto 21st, 2008 at 08:40 (#)
Si, quando il capitalismo estremo incontra totalitarismo e burocrazia esagerata a volte le conseguenze possono diventare comiche …