Economia d’alto bordo

giovedì, 27 marzo 2008  |  di Gianluca  |  Archiviato in Mondo

Sudhir Venkatesh è un sociologo/economista statunitense che ha deciso di fare “ricerca sul campo”, prima vivendo con una banda di spacciatori di crack e studiandone le dinamiche sociali in un libro (gang leader for a day) che ha venduto moltissimo (anche dopo la citazione nel best seller Freakonomics di Levitt), e in seguito occupandosi di vari argomenti sempre molto “poco convenzionali”, ad esempio commentando per l’omologo blog Freakonomics del New York Times una serie TV in una serie di articoli chiamati “cosa pensano i veri duri di The Wire”.

Ora intendiamoci, non che io subisca più di tanto il fascino del “rogue scientist”, dell’accademico che al posto di fare ricerca al solito modo vuole stupire a tutti i costi, a volte solo per farsi pubblicità, sopratutto in una Italia dove è già molto difficile fare ricerca “convenzionale” perchè ai ricercatori tiran dietro le noccioline e tanto i concorsi li vincono sempre i nipoti dei “baroni”, così quelli veramente bravi poi vanno all’estero: ma, vabbè, evitiamo la polemica almeno in questo post.

Dicevo, Sudhir questa volta con scarsa originalità (visto lo scandalo Spitzer) ha deciso di occuparsi dell’industria della prostituzione con una serie di interventi il cui ultimo – un domanda e risposta con due “professioniste” – lo trovate qui (sempre sul blog del NYT).

Riassumendo all’osso si parla – relativamente a questo “particolare” settore – di strategie di marketing, strategie di riciclaggio, rapporto con le forze dell’ordine, opinioni sulla legalizzazione della prostituzione negli stati uniti, e infine piccola parentesi psicologica dove sostanzialmente vien fuori che l’uomo cliente tipo di queste signore è ovviamente uno squallidone particolarmente interessato solo a sentirsi dire che è un dio a letto, anche se fa pena.

Noi uomini siamo prevedibili …

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