EyePassword
giovedì, 23 agosto 2007 | di Gianluca | Archiviato in Tech
E’ sempre interessante seguire cosa accade nel mondo accademico, sicuramente meno deprimente che seguire una politica italiana che in agosto come nel resto dell’anno si preoccupa solo di garantirsi la benedizione del parroco, così lo faccio spesso. Questa notizia combina senso pratico con quel tocco di futurismo che mi piace tanto, percio’ la segnalo: in tema di sicurezza a Stanford pensano di aver risolto il problema delle truffe al bancomat con un nuovo sistema chiamato EyePassword. Per evitare che qualcuno spii (di persona, o come sempre più spesso accade con una telecamera) cosa accade sulla tastiera dello sportello automatico quando digitate il pin, hanno inventato una tastiera “ottica”. Un particolare sensore aggancia e segue il movimento dei vostri occhi per comporre l’inseririmento del codice segreto direttamente a schermo.
Il sistema ovviamente non è stato sviluppato esclusivamente per i bancomat, ma per qualsiasi tipo di dispositivo di sicurezza che prevede l’immissione di un codice con la tastiera.

Il vantaggio di questo sistema rispetto a quelli biometrici (impronta digitale, scansione della retina) ovviamente è che l’implementazione su sistemi vecchi è molto più semplice, visto che la gestione delle password rimane la stessa e cambia solo il metodo di immissione. Questo evita di dover raccogliere e mettere a disposizione alla rete degli sportelli un archivio completo di tutti i dati biometrici di identificazione dei clienti, soluzione che farebbe peraltro preoccupare anche i più attenti alla privacy.