Bottiglie d’acqua a basso impatto

sabato, 21 luglio 2007  |  di Gianluca  |  Archiviato in Green

Che l’acqua in bottiglia non sia certo il massimo della sostenibilità è risaputo, come recentemente testimoniato da una indagine di repubblica per ogni bottiglia d’acqua venduta per 40 centesimi al supermercato, tre quarti sono il costo della sola bottiglia di plastica, il 12% è marketing, mentre l’acqua in se costa molto meno di un centesimo di euro.

L’acquisto di acqua minerale è un problema serio non solo per i pur giusti discorsi sull’eventuale proprietà privata delle fonti, i costi elevati, e l’uso di petrolio per realizzare le bottiglie , ma anche per l’altissima incidenza del suo trasporto su traffico stradale e inquinamento.

Infatti gran parte dell’acqua viene trasportata su gomma, e alcune acque arrivano a migliaia di km di distanza (dalle alpi all’altro capo d’italia) attraverso tir; se pensiamo che basso valore aggiunto abbia trasportare bottiglie d’acqua (considerato lo spazio e il peso che occupano in relazione al valore) ci accorgiamo di come questi temi siano purtroppo ancora parecchio sottovalutati, e poco si fa per sensibilizzare chi può a bere acqua di rubinetto (magari installando filtri appositi sulla rete).

Ad ogni modo, per quelli che non possono, anche volendo, bere l’acqua del rubinetto (penso a chi abita in un condominio senza acqua diretta, dove tutto deve passare per un melmoso serbatoio di accumulo a causa della mancanza di pressione), è interessante notare come qualche azienda stia pensando a bottiglie a basso impatto ambientale. La Sidel con no-bottle ha recentemente (28/6) presentato una bottiglia/non-bottiglia fatta di materiale flessibile (in pratica una sorta di “busta”) che con un peso inferiore 10 grammi per una bottiglia da 500ml consente un notevole risparmio di materie prime e una maggiore biodegradabilità.

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