Proteggere la privacy di un dominio

sabato, 9 dicembre 2006  |  di Gianluca  |  Archiviato in Tech

Molte persone me compreso hanno registrato il loro primo dominio internet presso lo stesso provider da cui avevano comprato l’hosting. Questo poi spesso e volentieri si è rivelato un errore madornale per varie ragioni. Quando infatti si decide di spostare il proprio sito web da un’altra parte per qualsivoglia motivo bisogna sottoporsi a lunghe procedure di trasferimento che comportano diverse seccature e un inevitabile periodo di fermo del sito.

In questo post vorrei parlare di quali secondo me siano i vantaggi di servirsi di un azienda solo per la gestione del nome a dominio (l’indirizzo) del proprio sito internet, rivolgendosi poi a un’altra per acquistare esclusivamente lo spazio (il servizio di “hosting”).

  1. Più mobilità. Potrete cambiare facilmente il vostro hosting se vi trovate male senza che questo comporti significativi periodi di fermo del vostro sito web – restando la gestione del nome sempre in mano vostra -
  2. Prezzi generalmente più bassi
  3. Servizio generalmente migliore – nel senso di avere più opzioni a propria disposizione -
  4. Interessanti servizi aggiuntivi a protezione della privacy che di solito non si trovano ovunque.

In particolare vorrei concentrarmi su quest’ultimo punto (rimanderò magari a un altra volta una guida del tipo “sposta il tuo blog su un altro hosting in 4 semplici passi senza avere downtimes“) : quando registrate un dominio siete obbligati a rendere pubblici tutti i vostri dati di fatturazione, che verrano poi divulgati ai 4 venti con un semplice sistema di whois.


Questa forma di pubblicità è quantomeno inopportuna, non tanto per non far sapere chi siete, ma per il solo fatto che la rete è setacciata giorno e notte di bot che raccolgono i vostri dati per fare spam, o per architettare complesse truffe basate sul furto di identità.

Certo la rete è anche frequentata da qualche TdC che potrebbe prendere sul personale quello che scrivete sul vostro blog (non è il mio caso visto che parlo di cose e non di persone, ma probabilmente sarà successo a qualcuno che tiene blog parecchio visitati e su argomenti “forti” quali politica, diritti civili, ecc) e anche questa potrebbe essere una buona ragione dopotutto.

Qualunque sia la vostra principale preoccupazione vi segnalo che per limitare le seccature da poco più di un anno le principali società di registrazione domini offrono un sistema di “whois protection”. Questo servizio in pratica rende il vostro dominio totalmente anonimo pur ritenendo nelle vostre mani la completa titolarità del dominio. Questo servizio in parole molto povere “delega” a una macchina (che alla fine fa sempre capo a voi) il contatto amministrativo del dominio. Questa macchina puo’ fare diverse cose e in generale è una soluzione migliore che intestare il vostro dominio al gatto, cosa puo’ fare di preciso dipende dal provider a cui vi rivolgete, alcune cambiano ad esempio l’indirizzo email di riferimento del dominio ogni giorno, (con uno che punta sempre al vostro vero indirizzo) per evitare che finisca in un elenco di email da spammare, e così via. La funzione di base comunque, cioè garantire la privacy del titolare del dominio, è garantita da ciascuno di questi servizi.

Il servizio da alcuni provider viene offerto in maniera del tutto gratuita come opzione al servizio base di mantenimento del nome a dominio, da altri dietro pagamento di una piccola cifra (inferiore ai 10$ all’anno nella quasi totali dei casi, e spesso da pagare solo per gli anni successivo al primo).

Tra i vari provider che offrono questo servizio segnalo a titolo puramente informativo (come al solito non ci guadagno nulla, ahimè :-P) :

  1. Registerfly.com che offre il servizio ProtectFly gratis con la registrazione di ogni dominio
  2. Godaddy.com che offre il servizio “Domains by Proxy” in offerta con la registrazione di ogni dominio (prezzo pieno mi pare sia 9$ l’anno per gli anni successivi)
  3. Serverplan.com che offre a 9€ l’anno il servizio “Id Shield”
  4. Seflow che offre a 8.4€ l’anno il servizio “Id Shield”
  5. E ce ne saranno sicuramente tanti altri, immagino basti una ricerca su google. Io ho citato solo quelli da cui mi sono servito direttamente in relazione a progetti con cui collaboro o che curo, e quindi quelli per i quali posso “garantire” direttamente del buon funzionamento.

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